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Scabbia, sintomi e cura

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La scabbia è un’infestazione che si trasmette con notevole rapidità da un individuo ad un altro tramite contatto diretto o mediato da oggetti contaminati. E’ causata da un acaro il Sarcoptes scabiei, che riesce ad inocularsi  sotto la pelle all’interno dello strato corneo, scavando dei veri e propri tragitti e causando un forte prurito, talvolta accompagnato dall’insorgenza di vescicole e chiazze rosse che possono sovrainfettarsi. Una diagnosi tempestiva della scabbia consente di intervenire in maniera efficace ed evitare il contagio, che avviene in maniera molto rapida se si vive a stretto contatto con il soggetto infetto, anche tramite l’utilizzo di biancheria o altri oggetti di uso comune.

Erroneamente attribuita ad una scarsa igiene, tale condizione in realtà può colpire chiunque indipendentemente dalla condizione sociale, dal sesso e dell’età; anche se non determinante in senso stretto, l’uso promiscuo di oggetti è un importante fattore di rischio.

 

Come si contrae  la scabbia?

La trasmissione avviene attraverso uno stretto contatto con individui infetti, e difatti fra le cause del contagio si fanno rientrare anche i rapporti sessuali, ma in ogni caso devono essere presenti acari di entrambi i sessi in grado di prolificare per poi scavare le gallerie all’interno della pelle per mettere al sicuro le uova, che vanno a causare la scabbia.

La trasmissione attraverso l’uso promiscuo della biancheria o degli indumenti è più difficile, ma il rischio aumenta se siamo in presenza di differenti varianti di scabbia, in base ai disturbi che vengono provocati alla pelle. Come affermato in precedenza, la scabbia non è direttamente correlata alla scarsa igiene, ma il rischio aumenta in ambienti particolarmente promiscui ed affollati, ed occorre prestare la massima attenzione, dato che i primi sintomi si manifestano anche dopo mesi dal contagio, rendendo più difficile individuare le cause in maniera precisa.

 

 

Quali sono i sintomi della scabbia?

Dopo il periodo di incubazione che generalmente può durare circa un mese, i primi sintomi si presentano con l’insorgenza di eruzioni cutanee nelle aree colpite, associate ad un forte prurito insistente che si aggrava durante le ore notturne; il prurito intenso è causato dall’attività degli acari che scavano le loro tane all’interno dello strato corneo, secernendo una serie di sostanze che provocano l’irritazione.

Subito dopo questa prima fase insorgono le prime lesioni visibili, relative alla presenza dei cunicoli che si presentano come delle striature sottili sulla pelle di colore grigiastro; l’impulso irresistibile a grattarsi farà degenerare queste manifestazioni a livello cutaneo, che si tradurranno in papule, noduli e croste, ma i sintomi possono portare anche problemi quali l’orticaria e l’eczema, dato che l’infiammazione può estendersi anche a punti non direttamente colpiti dalla scabbia, se non identificata e curata in tempo.

Quando la scabbia diffonde può creare una serie di reazioni infiammatorie specialmente in soggetti ipersensibili; solitamente le parti più colpite sono i polsi, i gomiti, le ascelle, la vita, i genitali esterni, e la parte inferiore dei glutei,  in generale tutti quei punti dove la pelle è più sottile e quindi più vulnerabile alla penetrazione degli acari. Nel caso dei bambini o dei soggetti con problemi al sistema immunitario, la scabbia può insorgere anche sul viso e sul cuoio capelluto, con evidenti ricadute in termini puramente estetici, dato che anche ad infezione passata potrebbero persistere delle cicatrici.

Per evitare la desquamazione eccessiva bisogna cercare di non grattarsi in maniera troppo intensa che non fa che aggravare l’infiammazione, attraverso l’utilizzo di creme emollienti ed antistaminici che vanno a dare sollievo dal prurito, prima di procedere con la cura vera e propria della scabbia per risolvere l’infezione nel più breve tempo possibile.

 

Come si cura la scabbia?

Una volta diagnosticata la scabbia attraverso la verifica della presenza degli acari e dei cunicoli nella pelle, del prurito durante le ore notturne e dei sintomi anche sui soggetti a stretto contatto con l’infetto, si procede con la cura vera e propria, che comporta l’uso di lozioni e creme a base di sostanze in grado di distruggere gli acari responsabili della scabbia.

Il soggetto infetto dovrà astenersi dalla frequentazione di luoghi affollati e dal lavoro a contatto con il pubblico, con un monitoraggio dei familiari e dei partner per poter scongiurare il contagio. Una particolare attenzione va riposta nella sterilizzazione degli oggetti personali e degli indumenti del malato, per poter eliminare ogni traccia degli acari, che in ogni caso non sono in grado di sopravvivere per più di due o tre giorni lontani dalla pelle umana. Anche dopo la terapia per la cura della scabbia il prurito può permanere per settimane, con la differenza che non si presenta più durante le ore notturne; per lenire il prurito residuo si può procedere con l’utilizzo di creme emollienti, ma non è escluso che permangano dei residui di infestazione che devono essere debellati con nuovi cicli di cura.

La prevenzione della scabbia passa attraverso il rispetto delle norme igieniche, evitando luoghi eccessivamente affollati che potrebbero favorire il contagio; un rischio molto elevato è rappresentato dall’uso di biancheria in comune, quindi rispettando queste regole sarà possibile impedire il contagio o comunque evitare l’insorgenza della scabbia.

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